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Anche questo non e’ il mio paese…

Posted in Rassegna stampa on settembre 13th, 2010 by terrastraniera

Da Repubblica.it

“E’ assolutamente legittimo che per fare carriera ognuno di noi utilizzi quel che ha, l’intelligenza o la bellezza che siano. E’ invece sbagliato pensare che chi è dotato di un bel corpo sia necessariamente un cretino. Oggi la politica ha anche una dimensione pubblica. Ci si presenta anche fisicamente agli elettori. Dire il contrario è stupido moralismo”.

Così Giorgio Stracquadanio 1, deputato Pdl, ospite del programma Klauscondicio commenta le affermazioni fatte qualche giorno fa dalla deputata Fli Angela Napoli, che aveva denunciato la “prostituzione” di alcune colleghe in cambio di nomine politiche 2. “Se anche una deputata o un deputato facessero coming out e ammettessero di essersi venduti per fare carriera o per un posto in lizza – insiste Stracquadanio – non sarebbe una ragione sufficiente per lasciare la Camera o il Senato”.

Le parole del deputato del Pdl provocano un coro di sdegnate reazioni. La prima è quella della stessa Napoli. “Frasi offensive per le donne e in particolare per coloro che fanno politica, la cui carriera dovrebbe essere valutata esclusivamente sul merito” dice l’esponente di Futuro e Liberta’, membro della commissione parlamentare antimafia.

“Sul fatto che chiunque sia libero di usare il proprio corpo come meglio crede, e dunque di fare carriera anche prostituendosi ha ragione Stracquadanio, dove invece Stracquadanio ha torto marcio sta nel fatto che una simile proposta deve essere respinta seccamente al mittente da chi la riceve, in particolare se si tratta di posti in lista o al governo da assegnare” dichiara Silvana Mura deputata di Idv. E sempre dall’Idv il presidente vicario del gruppo alla Camera, Antonio Borghesi, osserva: “Se le parole di Stracquadanio, che legittima la prostituzione per arrivare al potere, sono vere, sono degne di un ‘pappone’ non di un politico”.

Sul fronte finiano, Generazione Italia ironizza: “Ci verrebbe da riprendere il grande Corrado Guzzanti e il suo famoso sketch, quello de ‘siamo nella Casa della Liberta’ e facciamo un po’ come c… ci pare. Ma visto che potrebbero accusarci di flirtare con il ‘compagno’ Guzzanti e visto che siamo in una fase di difficoltà economiche, ci limitiamo al liberalissimo ‘basta che paghino le tasse’”.

Terrastraniera I

Posted in terrastraniera on settembre 12th, 2010 by terrastraniera

 Dottorè, tu sei di fuori ?”

Fu questa la prima domanda che mi sentii fare appena arrivata.

Di Roma” – risposi.

Si vede che sei straniera !”

Avevo parlato pochissimo, non indossavo abiti particolari, non avevo in realtà nemmeno iniziato a lavorare, ma lui riconobbe in me una straniera. Aveva ragione, lo ero e lo sono ancora, in una terra straniera essa stessa nel resto dell’universo. Ancora, dopo anni di lavoro in questa città, continua a tornarmi in mente questo breve dialogo. Vi era racchiuso tutto, ma proprio tutto, questo popolo che non ho mai imparato ad amare anche se mi pare, a volte, di comprenderne le terribili cialtronerie. Avrei compreso poi che aveva assolutamente ragione a definirmi straniera.

Si conosce subbito chi non è del Lazio- aggiunse con l’orgoglio di chi ha lunga esperienza del mondo e ha sviluppato un odio feroce nei confronti della grammatica italiana.

Ma io vengo da Roma !! – provai incredula a insistere.

Infatti - concluse deciso, cercando di tollerare paziente la mia evidente ignoranza in geografia (e forse anche in altro) – fuori del Lazio sono diversi, siete fatti tutti diversi !

E così la prima netta separazione fu stabilita: eravamo diversi, estranei. Lui l’aveva stabilito subito, io no. Per lungo tempo ho continuato a credere che il filo di comunicazione si potesse trovare, che ci si potesse capire, incontrare. Mi sono sentita offesa da tanta ostinata, caparbia, ottusa, assoluta mancanza di attenzione per un mondo diverso, quale io evidentemente rappresentavo. Mi colpì anche l’uso del Tu associato al titolo di studio. Ho scoperto poi che tutti ti parlano senza mai usare il Lei o il Voi, come invece si fa al Sud, ma solo il Tu. Una ulteriore manifestazione di sfacciata familiarità con un supposto potere che in realtà non prevede né rispetto né soggezione, tantomeno una filosofia ideologicamente paritaria, ma furbesca arroganza e assoluto e integralista disprezzo per le buone maniere e le regole del vivere civile. Entrai così, da clandestina, e come tutti i clandestini mal tollerata, in una repubblica a statuto autonomo, in una terra straniera: la Ciociaria.